| 1 |
Derviscio = Dervish = Dario
" Termine di Darviscio è il segno della grandezza di Dario" Darviscio ( Darvish): Il termine dell’Avesta darigù, diventato in pahlavi dariush, e in persiano antico derviscio, o anche il nome proprio Dariush, Dario, significa, letteralmente, “poverello”, ma con valore filosofico , o mistico, o sociale, E’ il povero contrapposto al ricco, che il poeta Saadi (1184-1291) definisce addirittura con la parola “ capitalista”.
Herman Vahramian (dr.architect,giornalista)
» Continua
Di GIANNI CAROLI
Costituiscono due letture da non perdere i due libri “orientali” da poco apparsi sugli scaffali, da leggere incrociandoli: “Le Letture persiane” di Amir Madani (Edizioni Associate), e “Con gli occhi dell’ Islam”, di Sergio Romano (Mondatori Editore).
» Continua
«Vieni, vieni, chiunque tu sia vieni.
Sei un miscredente, un idolatra, un ateo? Vieni.
Il nostro non è un luogo di disperazione,
e anche se hai violato cento volte una promessa... vieni».
Nei paesi musulmani questo testo è detto anche "il Corano in versi": fiabe, novelle e parabole si alternano a scritti sapienziali e saggi consigli, raggiungendo un elevato grado di insegnamento mistico. Essi, infatti, possiedono quelle caratteristiche che contraddistinguono i sufi: rispetto per tutte le religioni e ideologie, per l'essere umano e la natura, amore per lo studio e corretta educazione del sé.
» Continua

Omar Khayyam è un famoso poeta persiano, vissuto nell'XI secolo.
A questo poeta Dario Chioli ha dedicato un sito monografico che contiene:
» Continua
La visione Hafeziana... di Maryam Fatemi Far
I poeti lirici persiani hanno avuto un ruolo sottile e consapevole, più di quanto ha potuto rilevare l'occidente, nella cultura persiana. Condizionati dalla prepotenza religiosa imposta che ostacolava ogni forma di libertà laica, hanno scelto la strada dell'ambiguità per non farsi mettere all'indice e per poter farsi udire da chi era alla ricerca del diverso.
» Continua

ROMA, 18 Settembre 2004
Conferenza del Prof. Michele Bernardini
La Narrazione come terapia nella letteratura persiana
Tratto dal sito: www.dialoghi.it
» Continua

Elyas Abu Moḥammad NEZAMI DI Ganjé (Azerbaigian 1141-1204 ). LE SETTE PRINCIPESSE
Milano, Rizzoli, 1996
Storie tratte dalla tradizione indiana, leggende popolari persiane rielaborate liberamente da Nizami, che le ha innalzate a simbolizzare sette aspetti del destino umano, collegandole all’idea dei colori planetari.
» Continua

"Storie meravigliose e un serbatoio di spiritualità" di Nico Veladiano
Si fa conoscere il Dante dell'Iran nel volume "Il mare dell'anima"
Daniela Roso, orientalista vicentina, traduce 'Attar
Farid al-Din 'Attar è un nome che al grande pubblico probabilmente non dice nulla. Eppure si tratta di uno dei più grandi autori della poesia persiana, conosciuto in tutto l'Oriente islamico. La forza immaginativa unita ad una profonda spiritualità fanno di lui uno straordinario storyteller. Oggi lo definiremmo un "caso letterario" proprio per il fascino innato che il suo racconto è capace di esercitare sul lettore.
» Continua
Hâfez
Hâfez nacque a Shirâz nel 1325 circa e sembra abbia trascorso la maggior parte della sua vita in questa città presso la corte Mozaffaride. Ricevette un'educazione secondo i canoni tradizionali: studiò l'arabo, le scienze islamiche, la letteratura persiana e sin da giovane si guadagnò il titolo di "Hâfez", ovvero di "colui che recita a memoria il Corano". La sua maturità di poeta coincide con il regno di Shah Shojâ: durante questi anni la sua fama si diffuse in tutta la Persia, nel mondo arabo ed in India. Nonostante gli inviti ricevuti da parte di corti lontane, egli preferì rimanere presso i regnanti Mozaffaridi e di questi vide la sconfitta per mano di Timur. Morì a Shiraz nel 1390. Un'antologia in traduzione italiana è stata di recente curata da C. Saccone (Hâfez, Il libro del coppiere, Trento, 1998).

Hâfez nacque a Shirâz nel 1325 circa e sembra abbia trascorso la maggior parte della sua vita in questa città presso la corte Mozaffaride. Ricevette un'educazione secondo i canoni tradizionali: studiò l'arabo, le scienze islamiche, la letteratura persiana e sin da giovane si guadagnò il titolo di "Hâfez", ovvero di "colui che recita a memoria il Corano". La sua maturità di poeta coincide con il regno di Shah Shojâ: durante questi anni la sua fama si diffuse in tutta la Persia, nel mondo arabo ed in India. Nonostante gli inviti ricevuti da parte di corti lontane, egli preferì rimanere presso i regnanti Mozaffaridi e di questi vide la sconfitta per mano di Timur. Morì a Shiraz nel 1390. Un'antologia in traduzione italiana è stata di recente curata da C. Saccone (Hâfez, Il libro del coppiere, Trento, 1998).
» Continua

Amir Khusro, musico e poeta
A cura di Alessandra Loffredo
Meglio conosciuto come Amir Khusro Dehlavi, fu uno dei maggiori poeti e musicisti indiani, vissuto a cavallo tra il XIII e il XIV secolo ed ancora oggi una delle figure iconiche della storia della cultura nel subcontinente indiano.
Fonte.Internet
» Continua
Il verbo degli uccelli
Farid ad-Din ‘Attàr
a cura di:Carlo Saccone
Ed. SE, Milano -1997
Fonte.http://www.caldarelli.it
Le notizie tramandateci su Farid ad-Din ‘Attàr, uno dei più celebri poeti mistici persiani, sono scarse e incerte.
» Continua
| 1 |